A Flood of Sounds

A flood of sounds è un poema sinfonico basato sulla fantastica storia d’amore tra la città di Firenze e il fiume Arno. Il concetto parte dal desiderio del fiume di riconciliarsi con la sua amata città in ricordo degli eventi catastrofici di 50 anni fa quando, come al termine di un litigio tra due amanti focosi, l’acqua dell’Arno tracimò quasi “affogando” Firenze. Ma questa volta Arno non porta alla sua amata (Firenze) fango e detriti insieme ad acqua tumultuosa; questa volta in sella alle placide acque egli conduce suoni dolci, organizzati, intelligenti, un’alluvione di suoni appunto, che chiedono perdono e annunciano insieme memoria e rinascita, rispetto e amore. Questo è l’inno d’amore che il fiume regala alla città abbracciata in un perenne liquido movimento che altro non è se non un tenero afflato di passione come fu per Orfeo e Euridice, come fu per Romeo e Giulietta.

A flood of sounds è una composizione in un unico movimento senza soluzione di continuità diviso però in 5 scene:

I. Arno incontra Firenze (Arno meets Florence)

II. Il bacio e la passione (The kiss and the passion)

III. L’impeto e la distruzione (The impetus and destruction)

IV. L’Inno d’amore e il perdono di Firenze The hymn of love and forgiveness of Florence

V. L’abbraccio eterno (The eternal embrace)

Il poema sinfonico verrà presentato per la prima volta il 21 luglio a Firenze sotto forma di Urban Symphony. Per l’occasione sarà preceduto da un’introduzione suonata da solisti sopra delle imbarcazioni posizionate vicino a Ponte Vecchio. Sono le sirene di Achelous, re dei fiumi, che durante il tragitto sulle acque annunciano la storia di Arno e Firenze. Suoneranno una promenade e un inno (annuncio) con molteplici variazioni. Arrivati nei pressi del Vasariano, le imbarcazioni si fermano difronte all’orchestra a cui si uniranno per dar luogo all’esecuzione del Poema sinfonico A flood of sounds (un’alluvione di suoni).

 

La Storia

Un fiume e la sua città. Firenze e l’Arno. Un amore che dura da secoli.

Arno cinge da sempre Firenze in un tenero e perenne abbraccio. Da amante focoso, Arno vuole Firenze per sé soltanto e spesso, preso dall’impeto della passione, la stringe fino a farle male, fino a violarla.
Come nella vita degli uomini, scoppia così amore e. Quando ciò accade è la distruzione.

Ora, come un amante pentito che ha ferito la sua bella, Arno cerca di riconquistarla portandole in dono una travolgente sinfonia di suoni trasportati dai placidi flutti.
Una serenata d’amore nella quale il ricordo degli errori del passato rimane vivo per non dimenticare quanto sia difficile ottenere il perdono.

Firenze, materna, perdona ancora una volta il suo tenero amante e l’abbraccio diviene così sempre più forte e inscindibile, impreziosito al tramonto dai raggi dorati del sole sciolti nelle increspature dell’acqua del fiume.

 

Dietro le quinte

Non volevo fare un brano per l’anniversario dell’Alluvione del ’66 scrivendo “tuoni e fulmini”, onomatopee e musica a programma.
Volevo ricordare quell’evento (come tanti altri ce ne sono stati negli ultimi 800 anni) senza “descriverlo” davvero. Volevo trovare una forma adatta, un modo efficace per ricordare una tragedia come l’alluvione di Firenze senza “fare della Tragedia”. Parlare più di vita che di morte; più di rinascita che di distruzione.
Sono partito dunque dalla nostra tradizione storica dell’opera, filtrando il tutto nelle maglie del poema sinfonico mittel-europeo e arricchendo poi la trama con una buona dose di fantasy , musical e cinema.

Ecco che allora Arno e Firenze diventano i due protagonisti della mia opera; i “miei” Orfeo ed Euridice, i “nostri” Romeo e Giulietta. Ecco che allora l’alluvione diviene sì un fatto triste, ma in fondo anche solo un “piccolo” incidente all’interno di una storia di amore senza tempo. Questa volta Arno porta alla sua bella non fango e detriti insieme ad acqua tumultuosa; questa volta in sella alle placide acque ci sono suoni. Suoni dolci, intelligenti, a volte fragorosi ma mai cattivi. Questa volta i suoni annunciano insieme memoria e rinascita, rispetto e amore. Questo è l’inno d’amore che il Fiume regala alla Città che abbraccia in un abbraccio in perenne movimento.

La scelta della forma è dunque caduta sul poema sinfonico che ben si presta alla descrizione surreale ed emozionale di una storia fantastica.”

Francesco Traversi

Invito



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